martedì 25 ottobre 2011

Giulietta e Romeo in quel di Hebron


Ebbene sì, mi dilungo a parlare ancora un po’ di lui, del proprietario del supermercato vicino alla grande  Colonia di Gosh Ation e vicino alle decine di villaggi palestinesi nella zona a Nord di Hebron…

Per comodità lo chiamerò Ofer, che in ebraico vuol dire cerbiatto ed è il protagonista di un bellissimo romanzo di David Grossman.

Ebbene, Ofer aveva dato prova di grande saggezza e spirito d’imprenditorialità. Di fronte alle proteste dei coloni che brontolavano perché il supermercato era sempre affollato da palestinesi in cerca dell’affare, aveva risposto che gli sheckel sono schekel e finchè si paga non gli importa molto se chi compra sia un figlio di Davide o di Maometto, perché in fondo, scava scava siamo tutti figli di Abramo…

E poi, proprio lui che in nome dela libertà di mercato stava mettendo a dura prova il regime di separazione che divide ormai da anni palestinesi da israeliani, è scivolato sulla buccia di banana dell’amore imprevisto fra la cassiera israeliana e il magazziniere  palestinese.

Perché il buon Ofer ha organizzato il proprio supermercato ad immagine e somiglianza dell’organizzazione di tutta Israele,  ovvero la bassa manovalanza, quella che lavora sodo e guadagna poco  è tutta palestinese, mentre il personale addetto alla cassa, quello di facciata che deve sorridere al cliente è tutto israeliano.

 E in questo piccolo microcosmo a ridosso della Colonia capitava a volte che i giovanotti palestinesi, intraprendenti e poliglotti, invitassero alla macchnietta del caffè le cassiere israeliane e complice il Nescafè o un tè al limone che scende già zuccherato anche se tu non lo vuoi con lo zucchero,  un ragazzo e una ragazza si sono innamorati e hanno deciso di rendere ufficile la loro relazione…apriti cielo!!!

Il buon Ofer ha dimenticato tutto il suo savoir faire imprenditoriale e ha scelto la via dura senza se e senza ma….il giovanotto è stato licenziato, la giovane cassiera è stata trasferita in un altro supermercato.E da oggi nel supermercato i giovani arabi non possono più rivolgere la parola alle cassiere israeliane pena il licenziamento.

E’ chiaro che in un contesto dove le persone comuni non possono nemmeno più parlarsi diventa difficile creare la pace. Peccato…ancora una volta ha vinto la logica del muro e un altro ponte possibile è crollato.

Al buon Ofer vorrei solo ricordare di stare molto attento ai suoi dipendenti arabi: molto spesso, soprattutto i giovani residenti sulle colline di Hebron, fanno innamorare cassiere e non, semplicemente con lo sguardo.


1 commento: